A "Wonderland" Franco Brambilla
Colorate, misteriose, suggestive: sono le copertine dei romanzi della Collana Urania, che da tre quarti di secolo appassionano i lettori italiani di fantascienza. A “Wonderland”, in onda martedì 9 dicembre alle 23.30 su Rai 4, parla, dal suo studio milanese, Franco Brambilla, storico copertinista dei romanzi Urania. Illustratore e visionario, Franco Brambilla racconta il suo percorso artistico, iniziato tra studi di arte e design, e proseguito nella grafica, fino all’approdo, all’alba degli anni Duemila, alla collana simbolo della fantascienza da edicola. Le sue copertine in grafica 3D, allora pionieristiche, hanno trasformato “Urania” in un marchio visivo riconoscibile, sospeso tra avanguardia digitale e immaginario rétro. Oggi il suo stile continua a evolversi, come dimostra la mostra “I mondi nel cerchio”, che dopo il successo milanese arriverà al Mufant di Torino, in una versione ampliata e rinnovata. “La fantascienza si è evoluta, si è mischiata con altri generi, ovviamente questo da tanti anni, con il noir, con i gialli; personalmente prediligo la fantascienza avventurosa, quella in cui comunque si esplora, ci sono delle avventure. Uno dei miei preferiti è Hyperion di Dan Simmons, dove praticamente è un’avventura dopo l’altra, ci sono tanti personaggi, tanti mondi, tutti diversi”, dice Brambilla che, accanto al lavoro editoriale, ha sviluppato un universo personale fatto di libri d’artista e progetti sperimentali. Dai mondi di “Naila”, ispirati ai romanzi di Dario Tonani, alla celebre serie “Invading the Vintage”, l’autore rilegge il passato con uno sguardo alieno: vecchie cartoline diventano scenari d’invasioni fantascientifiche, creature mostruose e astronavi convivono con le memorie delle vacanze italiane degli anni Cinquanta e Sessanta. Un’operazione poetica in cui nostalgia e immaginazione si fondono, e in cui il fantastico non distrugge il ricordo, ma lo completa.
Per cominciare, “Wonderland” si arricchisce di una nuova rubrica, “Neverland – Il film che non c’è di Alberto Anile”, dedicata ai capolavori cinematografici mai realizzati. L’esordio è con un sogno incompiuto firmato Orson Welles: “Cuore di tenebra”, dal racconto omonimo di Joseph Conrad, che avrebbe dovuto essere il suo primo film. Un progetto ambizioso e rivoluzionario, girato in soggettiva, pensato come atto politico contro i totalitarismi, abortito tra problemi produttivi, spropositato aumento dei costi di produzione e per lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Dal suo fallimento nascerà comunque “Quarto Potere”, e con esso una delle più grandi rivoluzioni nella storia del cinema. Nel 1979 Francis Ford Coppola trarrà dallo stesso racconto “Apocalypse now”.