"Wonderland", tra le stelle del Far East Film Festival
Le grandi firme del cinema marziale e i nuovi protagonisti dell’action asiatico al centro della nuova puntata di “Wonderland”, in onda martedì 19 maggio alle 23.35 su Rai 4 (canale 21 del digitale terrestre). Il magazine di Rai Cultura, media partner del Far East Film Festival di Udine, dedica l’intera puntata alla 28ª edizione della manifestazione, tra gli appuntamenti internazionali più importanti dedicati al cinema asiatico contemporaneo.
Dal 24 aprile al 2 maggio, con 75 film in programma e oltre 70mila spettatori, il festival ha trasformato Udine in un crocevia privilegiato dell’immaginario orientale, ospitando star, registi e maestri del cinema di genere. Tra gli ospiti più attesi, il Maestro Yuen Woo-ping, regista e coreografo internazionale insignito del Gelso d’Oro alla carriera.
«Gli attori che non sanno combattere devono allenarsi per mesi. Io progetto ogni scena d’azione, mentre il regista mi spiega cosa vuole ottenere, che emozioni deve esprimere l’attore e come dovrebbe svolgersi il combattimento. Lui mi dà un concetto generale, e io creo le coreografie in base a quell’idea. Dopo averle preparate, giro un video dimostrativo e lo mostro al regista. Se gli piace e approva, allora si gira davvero la scena. Di solito funziona così», racconta Woo-ping ai microfoni di “Wonderland”.
Grande protagonista della rassegna anche Kōji Yakusho, premiato con il Gelso d’Oro alla carriera dalle mani di Wim Wenders. Un incontro simbolico tra Oriente e Occidente per celebrare un interprete capace di attraversare generi e ruoli diversissimi, dal samurai allo yakuza, collaborando con autori come Shōhei Imamura, Kon Ichikawa e Kiyoshi Kurosawa. Proprio di quest’ultimo, subito dopo “Wonderland”, Rai 4 propone il cult “Cure”, thriller ipnotico e perturbante in cui il male si diffonde come un virus invisibile.
La puntata racconta anche la straordinaria vitalità del cinema asiatico di genere, tra techno-thriller, noir, crime movie e horror contaminati con folklore e spiritualità tradizionale. Dal cinese “The Shadow’s Edge” con Jackie Chan e Tony Leung Ka-fai, al vietnamita “Hijacked”, passando per il thailandese “The Last Shot”, il giapponese “Suzuki=Bakudan” e il crime hongkonghese “Road to Vendetta”.
Ai microfoni del magazine interviene anche il regista Njon Kui-ying, che descrive il proprio cinema d’azione come un linguaggio influenzato da manga e videogiochi, dove lo storyboard diventa già regia. Dal Vietnam arriva invece “Blood Moon Rite Feast 8”, remake di “One Cut of the Dead”, in cui Phan Gia Nhật Linh rilegge lo zombie movie attraverso rituali ancestrali e presenze spirituali. Numerose le interviste raccolte da “Wonderland”, tra cui quella alla star cinese Fan Bingbing, premiata alla carriera, che riflette sull’evoluzione del cinema action tra Oriente e Occidente, tra rigore fisico e nuove tecnologie. Ampio spazio anche alla figura di Yuen Woo-ping, maestro che dal debutto con “Il serpente all’ombra dell’aquila” fino alle coreografie di “Matrix” e “Kill Bill” ha rivoluzionato il linguaggio dell’azione cinematografica. Accanto alle novità, il Far East Film Festival celebra anche i classici del cinema asiatico: da “Hula Girls” a “Love Massacre”, fino al ritorno del kaiju Gamera, la gigantesca tartaruga simbolo della fantascienza giapponese anni Sessanta, protagonista di un restauro che chiude idealmente un’edizione ricchissima della manifestazione.
“Wonderland” è disponibile anche su RaiPlay.