Richard Stanley a "Wonderland"
L’eccentrico cineasta sudafricano Richard Stanley è il protagonista del nuovo appuntamento con “Wonderland”, in onda martedì 24 febbraio alle 23.00 su Rai 4. Regista outsider, antropologo dell’ignoto e autore di culto, Richard Stanley ha trasformato la rabbia politica del Sudafrica dell’apartheid in un cinema visionario e radicale. Dal debutto profetico di “Hardware”, lungometraggio del 1990, che anticipava la sorveglianza digitale e i desertici scenari post-industriali, al misticismo di “Dust devil”, dove folklore africano ed estetica da western italiano si fondono in un thriller/horror metafisico. Figura fuorilegge di Hollywood, Stanley è entrato nella leggenda durante la travagliata lavorazione de “L’isola Perduta”, progetto affidato all’ultimo a John Frankenheimer, raccontata nel documentario “Lost Soul: The Doomed Journey of Richard Stanley’s Island of Dr. Moreau”. Negli ultimi anni è tornato a esplorare l’orrore cosmico con Il colore venuto dallo spazio, tratto da H.P. Lovecraft, trasformando la paura in un viaggio sensoriale tra psichedelia e sciamanesimo. Ospite del 45° Fantafestival, Stanley racconta al magazine di Rai Cultura il suo cinema libero e personale: un laboratorio di miti e fantasia, dove l’orrore diventa strumento per interrogare il presente e immaginare altri mondi possibili. E dice: “Hardware è a tutti gli effetti un film post-apocalittico, e mi dispiace che sia ancora così attuale trent’anni dopo: alcune delle sue idee, come il modo in cui l’America viene rappresentata come un paese di destra, devastato ambientalmente e sottoposto a sorveglianza totale, sono purtroppo ancora accurate”.
Torna, inoltre, la rubrica “Neverland – Il film che non c’è”, in cui il giornalista Alberto Anile va alla scoperta dei progetti cinematografici mai realizzati. Questa settimana in primo piano “Don Chisciotte!”. Dopo “Miami Supercops”, Bud Spencer e Terence Hill sognano un ultimo ritorno insieme al cinema: diventare Don Chisciotte e Sancho Panza in una commedia avventurosa scritta da Furio Scarpelli con il figlio Giacomo, rivisitazione in chiave brillante del classico di Miguel de Cervantes. Il progetto, annunciato nel 1993 con la regia di Mario Monicelli, avrebbe riportato la coppia in scena in una storia fantastica e malinconica, ma divergenze artistiche e difficoltà produttive, alla fine, fanno naufragare tutto.
Per cominciare, però, questa settimana “Wonderland” dedica la copertina Pop all’opera multimediale “I Hate This Place”, che è un videogioco, ma anche un fumetto. Un rituale occulto, un’amica che scompare, un ranch infestato da mostri e presenze aliene: Elena si avventura nei territori di Rutherford cercando di sopravvivere e capire di chi fidarsi. Sviluppato da Rock Square Thunder, il videogame survival horror isometrico adatta il fumetto di Kyle Starks e Artyom Topilin fondendo le atmosfere da folk horror con Ufo e scienziati folli.