Hollywood-città del peccato

«Hollywood, la capitale del peccato, fu inventata da un ex ciabattino di alti
ideali morali di nome Harvey Wilcox che aveva acquistato, nella zona a nord-
est della città, una serie di terreni coltivati che pensò di rivendere in lotti
edificabili, ipotizzando di crearvi una comunità modello, dove sarebbero stati
banditi l’alcol, il gioco d’azzardo e la prostituzione. Per pubblicizzare l’iniziativa
piazzò, sulla collinetta prospicente l’area, una grande scritta alta 15 metri:
Hollywoodland, la terra del bosco di agrifogli, apparentemente una licenza poetica visto che di agrifogli, da quelle parti, non se ne erano mai visti».

È da un paradosso che nasce, quindi, il mito di Los Angeles, quella città che di
angelico ha ben poco nell’immaginario popolare, patria del lusso sfrenato, del
culto della personalità, di gangster e di divi del cinema.
È il giornalista e scrittore Claudio Castellacci, con Patrizia Sanvitale, a
raccontare ai microfoni del magazine di Rai Cultura Wonderland la Città
degli Angeli, martedì 28 gennaio alle 23.10 su Rai4 (canale 21 del digitale
terrestre), in una puntata speciale interamente dedicata alla Los Angeles come è sedimentata nella cultura pop. Dalle Teche Rai, vedremo preziose e rare immagini della città tra anni ’60 e ’70 e ascolteremo le voci di personaggi come Ray Bradbury, Arthur Miller, King Vidor.
Vittima di spaventosi e incontrollabili incendi, che in questi giorni stanno
trasformando in cenere quei simboli di Hollywood che abbiamo sempre
immaginato come indistruttibili, Los Angeles era già stata destinata alla
distruzione secondo nientemeno che Nostradamus, anche se la catastrofe era
stata predetta per il 1988. Ma, come una fenice, Los Angeles si prepara a
rinascere dalle ceneri.
Claudio Castellacci si è contraddistinto nell’ambiente giornalistico italiano fin
dagli anni ’70, quando fu tra i primi ad utilizzare il termine mani pulite
nell’omonimo libro del 1977. Corrispondente italiano del Corriere della Sera a
Los Angeles tra gli anni ’80 e ’90, per un decennio ha avuto modo di vivere e
studiare la città californiana in tutte le sue sfumature e contraddizioni,
vivacemente riportate nel suo più recente libro Los Angeles e le radici della cultura pop. Con la collaborazione della giornalista e sociologa Sanvitale, Castellacci, farà da Virgilio in questo viaggio non convenzionale nel tempo e nella Storia partendo dalle origini puritane di Hollywoodland fino ad approdare alla L. A. ideale scena del crimine per la letteratura e il cinema. Ma non sono solo i duri descritti da Raymond Chandler e James Ellroy a caratterizzare le strade di Los Angeles perché dagli anni ’60, sull’onda dell’entusiasmo per la corsa allo spazio, nasce proprio a Los Angeles uno stile colorato e avveniristico detto Googies che influenzerà il design, l’architettura e l’arredo interni di molti edifici. Tutto intorno pulsa una città in continuo movimento, fondata sull’uso e sul culto automobile.

Mentre sulle note di Acquarius si celebra un’età nuova, segnata dal flower power e dalla spiritualità introdotta a Los Angeles dai maestri e filosofi arrivati dall’India, infuriano la guerra del Vietnam e la contestazione. La fine di quel sogno condiviso comincerà simbolicamente nel 1969, con il massacro di Cielo Drive ad opera della Famiglia Manson. Tutto sembra precipitare per sempre.
Ma sappiamo che, almeno la fabbrica del pop, nella Città degli Angeli, non si
arresta mai.